Papaveri e margherite
Questa foto per me è particolarmente significativa. L’ho scattata lo scorso fine settimana, dopo aver scritto questo post. Mi sento proprio come quel papavero in un campo di margherite!
Questa foto per me è particolarmente significativa. L’ho scattata lo scorso fine settimana, dopo aver scritto questo post. Mi sento proprio come quel papavero in un campo di margherite!
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Tema: Contempt di Vault9.
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29 Aprile 2008 alle 13:06
il papavero è un fiore bello e forte ma delicato
bacino!
29 Aprile 2008 alle 13:15
Infatti io sono delicata!
29 Aprile 2008 alle 15:46
delicata quanto?
29 Aprile 2008 alle 15:49
E’ una sensazione che mi capita di provare spesso. Ma col tempo sto imparando a conviverci.
Bella foto…
buon pomeriggio
29 Aprile 2008 alle 15:51
La singolarità di quel papavero in mezzo a quelle margherite m’incanta e mi fa riflettere..
A volte dobbiamo avere il coraggio di continuare a manifestarci quali siamo, senza conformarci ai colori degli altri, senza assumerne le caratteristiche e l’indole…
Perché talvolta il senso di “appartenenza” ci porta a “modificarci”, a soffocare la nostra vera identità per assimilarci alla massa…
Non così tu princi ed io ti apprezzo, è bello sapere di aver conosciuto quel fiore raro che spicca tra tanti e che, tra tanti, fa la differenza!
29 Aprile 2008 alle 16:59
Io non rifletto…..troppo istintivo portar via il Papavero…….sto con le margherite, gialle solo per difesa del loro vero amore….” Il Papavero ” indifeso come chi Ama veramente!
Ciao Princi…bacio Salvatore.
P.S. Hai notato il muretto a secco……in trincea i più bei fiori non vivono!
29 Aprile 2008 alle 21:31
mi piacciono i papaveri…mi riportano alla mia infanzia, quando la mamma mi portava a vederli…sui campi…significativa la foto..ti rispecchi, vedi riflesso il tuo valore, il tuo essere forte e allo stesso tempo fragile, insomma tutto quello che ti rende unica..distinguendoti dagli altri. un abbraccio
29 Aprile 2008 alle 23:30
la foto è bella di suo e poi è condita con la bellezza interiore che sai regalare!
30 Aprile 2008 alle 8:29
Cara Princi, voglio lasciarti questa poesia…
Mare al mattino
Fermarmi qui. Per vedere anch’io un po’ la natura.
Luminosi azzurri e gialle sponde
del mare al mattino e del cielo limpido: tutto
è bello e in piena luce.
Fermarmi qui. E illudermi di vederli
(e davvero li vidi un attimo appena mi fermai);
e non vedere anche qui le mie fantasie,
i miei ricordi, le visioni del piacere.
Kostandinos Kavafis
30 Aprile 2008 alle 11:14
Ma il papavero sa anche risaltare, no?
30 Aprile 2008 alle 14:35
si conosco la sensazione
anche se volendo pensarci bene non è giusto
sentirsi così, in fondo siamo comunque esseri umani
che fan parte del campo, e l’amicizia tra fiore e fiore esiste…
sicuro è che non sei mai sola, se non lo vuoi..
ed è quasi arrivata l’ora…un pò di relax come sempre fa bene alle membra
buon primo maggio, e buon lungo ponte se riesci ^^
bacione
30 Aprile 2008 alle 14:40
@Newyorker: gli eventi esterni, piacevoli o spiacevoli che siano, non scivolano via, lasciano in me una traccia, che spesso diviene cicatrice. Non riesco a fregarmene, per quanto a volte mi sforzi di farlo. E’ più forte di me. Si chiama sensibilità, dicono.
@Melania e blu: sì, piace tanto anche me. Lo scorso fine settimana mi trovavo a Portopalo e quel muretto, a ridosso della spiaggia situata di fronte all’isola di Capo Passero, era circondato da cespugli di margherite gialle. Ad un certo punto scorgo un papavero che si affaccia timidamente dalle margherite e penso: “Ma quella sono io!”
@Noemi: io sono perfettamente d’accordo con te. Ma a volte mi chiedo dove sbaglio. Perché continuo a sbattere la testa contro mura, mura di silenzio, mura di egoismo, mura di ignavia, mura di non chiarezza. E mi chiedo: ma forse sono esagerata io? pretendo troppo da chi mi sta intorno? dovrei essere più accomodante? dovrei fregarmene di più? E entro in crisi. E soffro.
O forse, semplicemente, dovrei accettarmi di più, con la mia sensibilità eccessiva. Come dice Miky: cu nasci tunnu un po moriri pisci spata! Ti è chiaro il significato?
@Salvatore: che bello questo paragone: il papavero indifeso come chi ama veramente. Forse è questa la chiave della mia diversità. Amo, disinteressatamente.
@Igor: vedo riflessa la mia diversità, la mia fragilità, la mia timidezza, la mia schiettezza. Hai provato a cogliere un papavero? Io sì. Dopo poco, appassisce.
@Serena: grazie mille! La leggo con piacere. La conoscevo in un’ altra traduzione e l’avevo anche inserita qui. Mi sa che dobbiamo rifarci all’originale greco per assaporarla nella sua pienezza. Mannaggia che è greco moderno!
@Fabio: già, si distingue dalle margherite!
@Irish: hai ragione. Infatti non è assolutamente detto che la diversità sia una cosa positiva! Il fatto è che sono un po’ giù per una situazione che mi sta facendo soffrire. Io credo nell’amicizia, forse troppo. E ho dei buoni amici. Anche se qualcuno me lo vado perdendo per strada, ahimè. E questo mi dispiace. Sono sempre pronta a recuperare, ricostruire, chiarire, comprendere. Ma ne deve valere la pena. Se perdo fiducia in una persona, se un rapporto si incrina, se mi accorgo che una persona è diversa da quella che pensavo che fosse, allora constato il mio fallimento e faccio tanti passi indietro.
Vi voglio ringraziare, ma davvero tanto e sentitamente, per la vostra vicinanza e per queste parole che trovo qui e riscaldano il mio cuore. Siete dei papaveri anche voi! Andiamo a colonizzare un campo di grano?
30 Aprile 2008 alle 15:33
Daiiiii, non avevo visto che la conoscevi già
Purtroppo non conosco nè greco antico, nè moderno… ho fatto solo latino alle superiori… Un bacio
30 Aprile 2008 alle 15:55
Già princi… il concetto mi è chiaro. e chi meglio di me può capirti in questo!
Ho imparato una cosa soltanto.. che tutte queste mura si combattono e si distruggono semplicemente continuando ad amare… è l’unica arma che conosco davvero efficace…
Fa male, a volte, continuare a spargere amore intorno quando si è circondati da egoismo e diffidenza… ma solo l’amore può creare delle piccole crepe in quei muri e poi, squarciarli… Se questo non accade tu comunque avrai fatto la tua parte
“Non temere di bruciare tutto, l’amore che avrai dato agli altri rimarrà per sempre”
(me lo ripeto spesso quando sto male… e ci credo, nonostante tutto, ci credo!)
30 Aprile 2008 alle 16:14
[...] nella ricerca dei papaveri, agli ultimi post di [...]
30 Aprile 2008 alle 16:38
Ciao Princi.
Passa un felice e sereno weekend e un caro saluto alla tua terra.
un abbraccio
30 Aprile 2008 alle 22:02
Splendida.
Xee
1 Maggio 2008 alle 17:42
bellissima foto, ti ho linkata nel blogroll!
1 Maggio 2008 alle 23:40
che magnifica foto, come già ti ho scritto, credo, nell’altro post io amo il papavero…mi ricorda la mia infanzia, la delicatezza e la fragilità, la sensazione di un attimo, e mi fa pensare a qualcosa che può finire ma può nascere ancora, come se ogni papavero potesse, anche dopo sfiorito, ricostituirsi nella vita di un altro papavero. Questa foto mi fa pensare proprio a questo, le margherite sono tante e il papavero è uno solo…ma è come se fosse immortale
2 Maggio 2008 alle 22:06
Ho letto spesso la frase “non ti curar di lor e passa”. Forse è adatta a coloro che riescono a dar poco conto a certi sentimenti. Ma per chi a certi valori da il loro vero significato, viene molto difficile metterla in pratica.
Possiamo anche fingere … ma … “cu nasci tunnu un po moriri pisci spata”. La vera natura vine sempre fuori.
Se tra le tue scorribande siciliane dovessi(ste) trovarti(vi) a passare dalle nostre parti io ed Erika saremo felici di conoscerti(vi)
Ciao Princi
Miky
PS … ho scovato nel web un nuovo blog …
http://aguamala.wordpress.com
3 Maggio 2008 alle 16:30
@Noemi: grazie, amica mia. Sapessi quanto mi hanno risollevato queste tue parole! E’ vero!
La chiave è l’amore, solo l’amore può creare piccole crepe in quei muri e poi squarciarli. Mi hai ricordato San Agostino: “ama e fa’ ciò che vuoi”.
@Graziano: ti ringrazio per avermi linkata. Provvedo a farlo anche io
@Francesca: insomma, vedi nel papavero una sorta di araba fenice che dopo la morte rinasce dalla sue ceneri! Che bella questa prospettiva di immortalità! Mi affascina, Francesca.
@Miky: infatti ho utilizzato proprio questo detto siciliano da te citato per rispondere a Noemi (vedi sopra, commento 12)!
Davvero lieta che tu abbia ritrovato il tuo (a)mare.
Io tengo presente il tuo invito a conoscerci con molto piacere, e aggiungo che se voi doveste trovarvi nella ‘nostra’ Sicilia, saremmo felici di incontrarvi.
Un caro abbraccio a te e a Erika
PS: un blog a caso, vero?
4 Maggio 2008 alle 8:20
…bella foto..quante volte mi sono sentita come quel papavero…