In volo
3 Aprile 2008
Il gabbiano nell’ultimo post è divenuto sinonimo di mare (Elis), dei limiti umani (Salvatore), di libertà (Noemi), del volo in senso proprio e metaforico (Miky e Noemi).
Ieri sera ho ripreso tra le mani Il gabbiano Jonathan Livingston, celebre romanzo breve di Richard Bach. Mi ha colpito questo passaggio, a tal punto che l’ho inserito nella barra laterale, insieme con uno dei ‘miei’ gabbiani:
“Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi.
Gli occhi vedono solo ciò che è limitato.
Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conoci già,
allora imparerai come si vola.”
Impariamo a vedere la realtà con gli occhi della mente e del cuore, e voliamo…
Voliamo sulla miseria umana, sulla mediocrità, sull’ipocrisia, sulle contraddizioni della nostra società…
Libriamoci in volo, gustiamoci il cielo, perdiamoci in esso, sfioriamo la terra, guardiamola in volo.
Il mare
15 Gennaio 2008“El mar es un antiguo lenguaje que yo no alcanzo a descifrar.”
“Il mare è un antico idioma che non riesco a decifrare.”
Jorge Luis Borges, Navigazione, da Luna de enfrente

La migliore parola
15 Dicembre 2007Oggi pomeriggio da una signora con la quale mi sono intrattenuta a parlare del più e del meno ho appreso questo proverbio, che io non conoscevo. Mi sembra una massima di saggezza popolare, che dovremmo tenere a mente tante volte, quando ci riempiamo la bocca di chiacchiere inutili, se non dannose:
La migliore parola è quella che non si dice.
Ho sognato…
7 Dicembre 2007Ieri ad una mia amica che sta attraversando un momento difficile avrei voluto raccontare questa ‘storiella’, che tanto mi aveva colpito e tanto mi aveva fatto riflettere quando l’avevo appresa. Purtroppo non riuscivo a ricordarla bene. Questa mattina l’ho cercata e ho deciso di postarla. Non ne conosco l’autore, mi risulta sia di un anonimo brasiliano, ma se qualcuno ne sa di più, qualunque indicazione in tal senso sarà ben accetta.
Ho sognato che camminavo
in riva al mare con il Signore
e rivedevo sullo schermo del cielo
tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso
apparivano sulla sabbia due orme:
le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
proprio nei giorni
più difficili della mia vita.
Allora ho detto: “Signore,
io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso
che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili?”
E lui mi ha risposto:
“Figlio, tu lo sai che io ti amo
e non ti ho abbandonato mai:
i giorni nei quali
c’è soltanto un’orma sulla sabbia
sono proprio quelli
in cui ti ho portato in braccio”.

Ho imparato…
19 Novembre 2007Ho imparato che non si finisce mai di imparare.
Ho imparato che il dubbio è la prima forma di conoscenza, il mezzo che ti spinge a metterti in discussione e ad avere un atteggiamento critico nei confronti di te stesso, di quello che ti accade, di chi ti circonda.
Ho imparato che bisogna essere consapevoli delle parole che si pronunciano e delle azioni che si compiono.
Ho imparato che la vita ti sorprende quando meno te lo aspetti.
Ho imparato che l’amore, non il tempo, guarisce le ferite.

Pubblicato da principasticcio




