Lo so che sta impazzando in tutta la blogosfera.
Lo so che sono ripetitiva.
Lo so che la conoscete.
Lo so che vi piace tanto.
Lo so che non ne potete più di sentirla.
Ma mi è stata cantata in pubblico da una voce emozionata.
E mi sono emozionata.
E voi mi perdonerete.
A te che sei l’unica al mondo l’unica ragione per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro. A te che mi hai trovato all’angolo coi pugni chiusi con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi con gli occhi bassi stavo in fila con i disillusi Tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te. A te io canto una canzone perché non ho altro niente di meglio da offrirti di tutto quello che ho prendi il mio tempo e la magia che con un solo salto ci fa volare dentro l’aria come bollicine A te che sei semplicemente sei sostanza dei giorni miei sostanza dei giorni miei.
A te che sei il mio grande amore edil mio amore grande. A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più. A te che hai dato senso al tempo
senza misurarlo.
A te che sei il mio amore grande
ed il mio grande amore. A te che io ti ho visto piangere nella mia mano fragile che potevo ucciderti stringendoti un po’.
E poi ti ho visto
con la forza di un aeroplano
prendere in mano la tua vita
e trascinarla in salvo.
A te che mi hai insegnato i sogni
e l’arte dell’avventura.
A te che credi nel coraggio
e anche nella paura.
A te che sei la miglior cosa
che mi sia successa. A te che cambi tutti i giorni
e resti sempre la stessa. A te che sei semplicemente sei sostanza dei giorni miei
sostanza dei sogni miei.
A te che sei essenzialmente sei sostanzadei sogni miei sostanzadei giorni miei.
A te che non ti piaci mai
e sei una meraviglia. Le forze della natura si concentrano in te che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano.
A te che sei l’unica amica
che io posso avere l’unico amore che vorrei
se io non ti avessi con me.
A te che hai reso la mia vita
bella da morire
che riesci a render la fatica
un immenso piacere.
A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande. A te che hai preso la mia vita
e ne hai fatto molto di più.
A te che hai dato senso al tempo
senza misurarlo.
A te che sei il mio amore grande
ed il mio grande amore.
A te che sei semplicemente sei sostanza dei giorni miei
sostanza dei sogni miei.
E a te che sei semplicemente sei compagnadei giorni miei sostanza dei sogni miei.
“da infinite possibilità d’errore
nacque un giorno così tra noi l’amore
apri la porta se lo sentirai bussare”
Un tuo bigliettino con questa frase ha aperto un universo di ricordi. Ho rivissuto istantanee di una storia, la nostra storia, nata su difficoltà contingenti, tra fantasmi del passato che premevano per ritornare reali e il dubbio, mio prepotente, di confondere la profonda e sincera amicizia che ci legava con il sentimento dell’amore. Poi ho messo da parte la razionalità e ho aperto quella porta…
Adesso posso dire che se l’amore che ci unisce è così grande forse è proprio perché è nato su una splendida amicizia. Sono nei tuoi pensieri, sono davanti ai tuoi occhi, sono tra le tue braccia, sono nel tuo cuore.
Diamante, scritta a quattro mani (testo di De Gregori e musica di Zucchero), è contenuta in un vecchio album di Zucchero, Oro incenso e birra (1989). Una nuova versione, più veloce nel ritmo e con qualche variante testuale, è stata registrata da De Gregori e inserita nella tripla antologia Tra un manifesto e lo specchio (2006), che raccoglie i brani più rappresentativi del cantautore romano. Diamo qui il testo nella versione originale.
Respirerò,
l’odore dei granai
e pace per chi ci sarà
e per i fornai
pioggia sarò
e pioggia tu sarai
i miei occhi si chiariranno
e fioriranno i nevai.
E impareremo a camminare
per mano insieme a camminare
domenica.
Aspetterò che aprano i vinai
più grande ti sembrerò
e tu più grande sarai
nuove distanze
ci riavvicineranno
dall’alto di un cielo, Diamante,
i nostri occhi vedranno.
Passare insieme soldati e spose
ballare piano in controluce
moltiplicare la nostra voce
per mano insieme soldati e spose.
Domenica, domenica…
Fai piano i bimbi grandi non piangono
fai piano i bimbi grandi non piangono
fai piano i bimbi grandi non piangono
Passare insieme soldati e spose
ballare piano in controluce
moltiplicare la nostra voce
passare in pace soldati e spose.
Questa canzone di Kaballà è tratta dall’album “Lettere dal fondo del mare”.
La voglio dedicare a te come prima parte del mio regalo…
… la seconda per problemi contingenti deve ancora arrivare
Ti ho cercata nelle notti alle porte di Orione
nei mattini che sanno di fumo e carbone,
ho seguito le tue tracce sulle vie di Damasco
sono sceso nei gironi dell’Inferno dantesco,
ti ho invocata in cattedrali alte come montagne
in bestemmie preghiere incomprensibili lingue,
fra Scilla e Cariddi eri bianca sirena
capovolto riflesso di fata morgana.
Ai cancelli dell’Amore
so che prima o poi arriverai
Ti ho cercata nelle crepe del muro del pianto
nel profumo dei fiori più rari del mondo,
nella curva di luna ho toccato il tuo fianco
catturai i tuoi sospiri nella rete del vento.
Ai cancelli dell’Amore
so che prima o poi arriverai.
Io ti aspetterò.
Sto volando al tropico del cuore
insieme a te…
Ti ho cercata nel colore di tutti i colori
nelle tele di Renoir eri già uscita fuori,
fra tesori sommersi dentro anfore greche
labirinti di luna e rovine più antiche.
Un giorno d’aprile nei giardini d’alhambra
provai ad afferrarti ma strappai la tua ombra.
Garcia Lorca passò alle cinque di sera
ricompose i tuoi pezzi e ne fece preghiera.
Ai cancelli dell’Amore
so che prima o poi arriverai.
Ti ho cercata consumando ogni mio cannocchiale
ho bruciato i miei occhi nell’incendio del sole,
l’anello di Saturno voglio andare a staccare
per portartelo in dono come fede nuziale.
Ai cancelli dell’Amore
so che prima o poi tu busserai. Io ti aspetterò.
In questi giorni sto ascoltando ‘GiannaBest’: ve lo consiglio! A 26 grandi successi si affiancano tre inediti, scritti con la collaborazione del cantautore milanese Pacifico: Suicidio d’amore, Mosca cieca e Pazienza. Nel disco sono inoltre presenti la nuova registrazione di Meravigliosa creatura realizzata con gli archi di Malone e il brano Possiamo sempre remixato da Alan Moulder.
Ecco Meravigliosa creatura, che voglio dedicare a chi mi ha regalato i due cd
Molti mari e fiumi attraverserò
dentro la tua terra mi ritroverai,
turbini e tempeste io cavalcherò,
volerò tra i fulmini per averti.
Meravigliosa creatura sei sola al mondo
meravigliosa paura d’averti accanto.
Occhi di sole bruciano in mezzo al cuore
amo la vita meravigliosa.
Luce dei miei occhi brilla su di me,
voglio mille lune per accarezzarti.
Pendo dai tuoi sogni, veglio su di te
non svegliarti non svegliarti
non svegliarti… ancora.
Meravigliosa creatura sei sola al mondo
meravigliosa paura d’averti accanto.
Occhi di sole mi tremano le parole
amo la vita meravigliosa.
Meravigliosa creatura un bacio lento
meravigliosa paura di averti accanto.
All’improvviso tu scendi nel Paradiso,
muoio d’amore meraviglioso.
Meravigliosa creatura…
meravigliosa paura…
Occhi di sole mi tremano le parole
amo la vita meravigliosa.
Non è facile scrivere in materia di sentimenti senza correre il rischio di scivolare nel retorico, nel patetico, nel già detto… Però oggi non è un giorno come tutti gli altri, o meglio lo è per il mondo intero, ma non per noi. Dunque correrò questo rischio per dirti ancora una volta, con maggiore consapevolezza e convinzione che:
Quel che abbiamo letto di più bello
lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara.
Forse proprio perché la peculiarità del sentimento,
come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire.
Amare vuol dire, in ultima analisi,
far dono delle nostre preferenze
a coloro che preferiamo.
E queste preferenze condivise
popolano l'invisibile cittadella della nostra libertà.
Noi siamo abitati da libri e da amici.
Daniel Pennac, Come un romanzo
"Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conoci già, allora imparerai come si vola."
R. Bach, Il gabbiano Jonathan Livingston
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