Bisogna che tutto cambi

Al telefono con Andrea, due chiacchiere del più e del meno…
Si parla di amici comuni, che sono andati via o sono in procinto di farlo, per studio o lavoro.
Si arriva alla conclusione che chi è partito ha fatto bene. Qui è tutto uguale a ieri, e a domani.
Non ci sono sbocchi occupazionali per i giovani, e se non c’è lavoro non c’è futuro.
Concludiamo rassicurandoci a vicenda: “Chissà, magari le cose cambieranno, magari i nostri figli vivranno una realtà diversa. Magari…”

Mi salta in mente la celebre frase di Tancredi, che ha deciso di combattere a fianco delle truppe garibaldine e comunica con queste parole la propria risoluzione a Don Fabrizio: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.
Frase paradossale che delinea, nell’ideologia di Tomasi di Lampedusa, la situazione storica della Sicilia del 1860. Frase di una attualità disarmante, che si può applicare benissimo alla situazione italiana in genere, sia politica sia sociale.
L’immobilismo della Sicilia di un tempo non è forse quello dell’Italia di oggi, in cui tutto cambia per rimanere così com’è?

Basta. Sono stanca. Sono stanca dei soliti discorsi. Delle polemiche fini a se stesse e pretestuose. Occorrono fatti, non parole.
Ma non ho la forza di lottare, almeno non oggi.
E quando si smette di lottare, si smette anche di sognare.

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16 Responses to Bisogna che tutto cambi

  1. joolhan ha detto:

    … e questo è un male… perchè si lotta anche a nostra insaputa aggiungendo anche una sola virgola su di un foglio bianco. Ci si muove in una direzione che modifica lo stato di quiete. So che è solo un momento difficile per tutti noi italiani, ma forse questa astinenza alla lotta accomuna di più che la lotta stessa… ed allora sai cosa ti dico???… continuiamo a sognare… 🙂

  2. #Capitano ha detto:

    E come non nascondere che io stesso, siciliano, più volte ho pensato di andarmene Altrove.
    Perchè è normale chiedersi “chi me lo fa fare”, perchè quando ti scontri quotidianamente con gente ottusa e ignorante ti dici anche “perchè sforzarsi a cambiare qualcosa, quando qui nessuno vuole che le cose cambino?”.

    Però la propria terra è una e una sola.
    Partire e non tornare è sinonimo di tradimento.
    Ma anche restare e farlo a disagio, sarebbe un tradimento -di se stessi-.

    Dunque?

    Dunque io spiego la mia vela a raccoglier più Vento possibile.
    Spero sia sempre qui, tra le coste della mia Isola. Ma se così non dovrà essere, allora troverò una rotta migliore. Altrove.

    BUENA VIDA

  3. Markov ha detto:

    E’ vero quello che scrivi, princi.
    Ma non bisogna mai scoraggiarsi, allora è davvero finita.
    Ci sono i momenti ‘no’… e hai il diritto di viverteli.
    Ma poi si ricomincia a lottare, e a sognare.
    Intanto goditi questa domenica in serenità!
    Un sorriso 🙂
    Markov

  4. Miskappa ha detto:

    Splendida terra la Sicilia. E splendido popolo i siciliani. La storia e le precise volontà politiche di sempre vi hanno condannato ad una vita difficile. Cerca di non abbandonare, se puoi. La tua terra ha bisogno di menti giovani e vive come la tua.

  5. elis ha detto:

    ma tu non smetterai di sognare..magari hai bisogno di una piccola pausa ma poi ricomincerai a farlo 😉
    su non c’è bisogno di pessimismo anche qui 🙂
    magari un giorno le cose andranno maglio invece..!
    a presto princi 😀

  6. elis ha detto:

    Buon inizio settimana 😉

  7. newyorker ha detto:

    al contrario di miskappa, ma si sa, sono un reazionario, ti consiglio se puoi di migrare possibilmente all’estero, ancora mi pento di non averlo fatto quando avevo la tua età, perchè tu sei giovane sì?

  8. melania ha detto:

    tu vivi in Sicilia, io in Sardegna. tue isole che problematiche simili. a suo tempo avevo deciso di lasciare la mia terra, poi, alla fine, non l’ho fatto. Amo la Sardegna e mi è difficile vivere a lungo lontana dal mare. Ma penso, a posteriori, che avrei fatto meglio ad andare via.
    un abbraccio

  9. francesca ha detto:

    la Sicilia e la Sardegna sono splendide….

  10. Fabioletterario ha detto:

    Mai, mai smetterer di lottare! E’ come smetere di respirare…! resisti!

  11. principasticcio ha detto:

    Forse non avrò il coraggio.
    Forse ce l’avrò.
    Forse saranno le circostanze a decidere.
    Forse.
    Di certo amo partire.
    Di certo amo tornare.

  12. elis ha detto:

    🙂 ciao princi..ogni tanto passo per un salutino..
    buona giornata!

  13. massim ha detto:

    parole sante…

  14. […] confusa, rassegnata. L’appiattimento del quadro politico è sconcertante. Mi sembra che nulla cambi, mai. A prescindere dalle ‘etichette’. L’unica certezza è che andrò a votare. […]

  15. Nana53 ha detto:

    Credo che come me ci sono tante persone che hanno lasciato i luoghi natii per avere la possibilità di lavorare. Mia madre ha lasciato la Francia, mio padre il Molise, io e mio fratello siamo nati a Torino. Mio fratello è ritornato in Molise, io mi sento più francese che italiana, le ferie le sto passando ad Annecy. Mio marito è calabrese…. che spostamenti vero? Abbraccio giò

  16. principasticcio ha detto:

    @Nanà: siete una famiglia di viaggiatori! 😉
    E’ vero che ormai si va ovunque ci sia un lavoro, sia in Italia sia all’estero, tuttavia mi risulta difficile da accettare la necessità, che è più dei ragazzi del sud, di dover andare altrove, lasciando gli affetti più cari e i luoghi natii. In tal modo non si favorisce di certo un reale progresso della nostra terra.
    Assisto a continue partenze, tentata anche io dal farlo (a volte mi sento una “sopravvissuta” ) e mi chiedo: ma qualcuno resterà?

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