Mondo sommerso

22 marzo 2007

L’inverno fu per Pasticcio davvero frenetico. Correva senza sosta da mattina a sera, sì da guadagnarsi in breve l’appellativo ‘trottolina’. Era riuscita ad affollare le sue giornate in maniera meticolosa, e non le restava tempo per pensare, osservare il mare, scrivere.

Ma i pensieri e le parole si imponevano. Quando meno se lo aspettava, affioravano in superficie e, per quanto cercasse di frenarli, ad un certo punto dovette arrendersi.

Ed ecco venire a galla tutto un mondo fatto di emozioni, sentimenti, stati d’animo, un mondo a lungo represso, a lungo rimosso, un mondo sommerso che anelava alla vita.

E così presero forma delfini e gabbiani, stelle marine e pesci, tramonti e albe.

Diventarono parole, si impadronirono della pagina, celarono emozioni.

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