Mokarta – Kunsertu

14 luglio 2008

Oggi sono di poche parole, ma do voce a un brano dei Kunsertu che profuma di Sicilia. Questa canzone è per me particolarmente significativa, perché mi ha permesso di accostarmi alla musica etnica. Quando la ascoltai casualmente per la prima volta, non molti anni fa, mi colpì subito, a tal punto che ricordo esattamente dove mi trovavo quando in sottofondo la stavano trasmettendo. Da lì mi si è aperto un mondo, per me sconosciuto, che sto continuando ad esplorare. 
Non ne riporto il testo, in fondo banale. Comunque se lo volete leggere si trova con estrema facilità tramite i vari motori di ricerca. Al di là delle parole, provate a lasciarvi trasportare dalle splendide sonorità mediterranee.

Buona estate! 😉 

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Nuvole pensierose

20 febbraio 2008

A volte osservo le nuvole al tramonto,
e i miei pensieri prendono la forma delle nuvole,
la loro consistenza… si alleggeriscono e volano lievi nel cielo.
Nuvole cariche di pioggia
d’improvviso si tingono di porpora e oro
e risplendendo riflettono l’ultimo sguardo del sole.
Mi risuonano in mente le parole di una canzone,
e anch’esse diventano nuvole che ondeggiano
fino a sfiorare il cielo…

“Che strani giorni amore,
si muovono le nuvole
onde a toccare il cielo
davanti a noi…
dammi le tue mani”

“Che strani giorni amore,
si cercano le nuvole
onde a bucare il cielo
davanti a noi…
prendimi le mani”

“Che strani giorni amore,
si cercano le nuvole
e darsi tutto e farsi male
e andare a fondo,
a fondo per cercare”

“Che strani giorni amore,
leggeri tra le nuvole
e resta addosso il male e il bene
nascondo tutto
tutto nelle vene”

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Da infinite possibilità d’ errore

15 febbraio 2008

“da infinite possibilità d’errore
nacque un giorno così tra noi l’amore
apri la porta se lo sentirai bussare”

Un tuo bigliettino con questa frase ha aperto un universo di ricordi. Ho rivissuto istantanee di una storia, la nostra storia, nata su difficoltà contingenti, tra fantasmi del passato che premevano per ritornare reali e il dubbio, mio prepotente, di confondere la profonda e sincera amicizia che ci legava con il sentimento dell’amore. Poi ho messo da parte la razionalità e ho aperto quella porta…

Adesso posso dire che se l’amore che ci unisce è così grande forse è proprio perché è nato su una splendida amicizia. Sono nei tuoi pensieri, sono davanti ai tuoi occhi, sono tra le tue braccia, sono nel tuo cuore.

Ti amo.


Diamante – Francesco De Gregori, Zucchero

28 gennaio 2008

Diamante, scritta a quattro mani (testo di De Gregori e musica di Zucchero), è contenuta in un vecchio album di Zucchero, Oro incenso e birra (1989). Una nuova versione, più veloce nel ritmo e con qualche variante testuale, è stata registrata da De Gregori e inserita nella tripla antologia Tra un manifesto e lo specchio (2006), che raccoglie i brani più rappresentativi del cantautore romano. Diamo qui il testo nella versione originale.

Respirerò,
l’odore dei granai
e pace per chi ci sarà
e per i fornai
pioggia sarò
e pioggia tu sarai
i miei occhi si chiariranno
e fioriranno i nevai.

E impareremo a camminare
per mano insieme a camminare
domenica.

Aspetterò che aprano i vinai
più grande ti sembrerò
e tu più grande sarai
nuove distanze
ci riavvicineranno
dall’alto di un cielo, Diamante,
i nostri occhi vedranno.

Passare insieme soldati e spose
ballare piano in controluce
moltiplicare la nostra voce
per mano insieme soldati e spose.
Domenica, domenica…

Fai piano i bimbi grandi non piangono
fai piano i bimbi grandi non piangono
fai piano i bimbi grandi non piangono

Passare insieme soldati e spose
ballare piano in controluce
moltiplicare la nostra voce
passare in pace soldati e spose.

“Delmo, Delmo vin a’ cà…”

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foto tratta da questo sito