Mokarta – Kunsertu

14 luglio 2008

Oggi sono di poche parole, ma do voce a un brano dei Kunsertu che profuma di Sicilia. Questa canzone è per me particolarmente significativa, perché mi ha permesso di accostarmi alla musica etnica. Quando la ascoltai casualmente per la prima volta, non molti anni fa, mi colpì subito, a tal punto che ricordo esattamente dove mi trovavo quando in sottofondo la stavano trasmettendo. Da lì mi si è aperto un mondo, per me sconosciuto, che sto continuando ad esplorare. 
Non ne riporto il testo, in fondo banale. Comunque se lo volete leggere si trova con estrema facilità tramite i vari motori di ricerca. Al di là delle parole, provate a lasciarvi trasportare dalle splendide sonorità mediterranee.

Buona estate! 😉 

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A te – Jovanotti

6 maggio 2008

Lo so che sta impazzando in tutta la blogosfera.
Lo so che sono ripetitiva.
Lo so che la conoscete.
Lo so che vi piace tanto.
Lo so che non ne potete più di sentirla.
Ma mi è stata cantata in pubblico da una voce emozionata.
E mi sono emozionata.
E voi mi perdonerete.

A te che sei l’unica al mondo
l’unica ragione
per arrivare fino in fondo
ad ogni mio respiro
quando ti guardo
dopo un giorno pieno di parole
senza che tu mi dica niente
tutto si fa chiaro.
A te che mi hai trovato
all’angolo coi pugni chiusi
con le mie spalle contro il muro
pronto a difendermi
con gli occhi bassi
stavo in fila
con i disillusi
Tu mi hai raccolto
come un gatto
e mi hai portato con te.
A te io canto una canzone
perché non ho altro
niente di meglio da offrirti
di tutto quello che ho
prendi il mio tempo
e la magia
che con un solo salto
ci fa volare dentro l’aria
come bollicine
A te che sei
semplicemente sei
sostanza dei giorni miei
sostanza dei giorni miei.

A te che sei il mio grande amore
ed il mio amore grande.
A te che hai preso la mia vita
e ne hai fatto molto di più.
A te che hai dato senso al tempo
senza misurarlo.
A te che sei il mio amore grande
ed il mio grande amore.
A te che io ti ho visto piangere nella mia mano
fragile che potevo ucciderti stringendoti un po’.
E poi ti ho visto
con la forza di un aeroplano
prendere in mano la tua vita
e trascinarla in salvo.
A te che mi hai insegnato i sogni
e l’arte dell’avventura.
A te che credi nel coraggio
e anche nella paura.
A te che sei la miglior cosa
che mi sia successa.
A te che cambi tutti i giorni
e resti sempre la stessa.
A te che sei
semplicemente sei
sostanza dei giorni miei
sostanza dei sogni miei.
A te che sei
essenzialmente sei
sostanza dei sogni miei
sostanza dei giorni miei.

A te che non ti piaci mai
e sei una meraviglia.
Le forze della natura si concentrano in te
che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano.
A te che sei l’unica amica
che io posso avere
l’unico amore che vorrei
se io non ti avessi con me.
A te che hai reso la mia vita
bella da morire
che riesci a render la fatica
un immenso piacere.
A te che sei il mio grande amore
ed il mio amore grande.
A te che hai preso la mia vita
e ne hai fatto molto di più.
A te che hai dato senso al tempo
senza misurarlo.
A te che sei il mio amore grande
ed il mio grande amore.
A te che sei
semplicemente sei
sostanza dei giorni miei
sostanza dei sogni miei.
E a te che sei
semplicemente sei
compagna dei giorni miei
sostanza dei sogni miei.

 


Gianna Nannini live

10 marzo 2008

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Il concerto della Nannini al PalaCatania è stato davvero spettacolare, un’emozione unica e indescrivibile.
È il suo primo live a cui assisto e devo riconoscere che riesce a trasmettere una grinta e una carica davvero coinvolgenti ed elettrizzanti.
Ero proprio sotto il palco (premio di una lunga fila) e questa posizione privilegiata mi ha permesso di assaporare ancora di più la performance, cogliendo quasi le espressioni del suo volto.

La Nannini ha riproposto tutti i grandi successi contenuti in GiannaBest, dando vita ad uno spettacolo di ‘contrasti’, fra il rock duro e l’acustico scarno, grazie all’ apporto del violino e del pianoforte. Le canzoni si sono susseguite una dietro l’altra, per più di due ore di esibizione, interrotte solo dagli applausi e dalle urla del pubblico, in un percorso altalenante tra la forza scatenante e liberatoria del rock e la dimensione intima e sofferta dei brani più melodici.
Il palazzetto era stracolmo e il pubblico estremamente vario e eterogeneo, ma in prevalenza femminile. Non so se sia dipeso dalla data – era infatti l’8 marzo.

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Gianna Nannini Live 2008 – Sola con la vela

7 marzo 2008

Mi sto preparando ‘psicologicamente’ al concerto di Gianna Nannini, che si terrà domani sera a Catania, nell’ambito del tour Gianna Nannini Live 2008. 
La rocker senese debutta questa sera al palasport di Palermo, sull’onda del successo di Giannabest, il doppio cd che raccoglie 26 grandi successi e 3 inediti (Suicidio d’amore, Mosca cieca e Pazienza). L’album propone anche le versioni riarrangiate di Possiamo sempre e Meravigliosa creatura, oltre ad una vera e propria rarità. Nel cd 1 c’è infatti una traccia fantasma: Sola con la vela, il primo brano scritto dalla Nannini in età adolescenziale, in seguito ad una delusione d’ amore. Era il 1971 e con questa canzone si è presentata a molti concorsi per voci nuove.

Sola con la vela

Il vento forza 2
riparo la mia vela
ma oggi sono sola
e mi ritrovo in mare.
Le onde fan rumore
e l’eco è nel mio cuore
risento la tua voce
risento il tuo dolor.
Sola con la vela
ora piango
ti risento
piangi con il cuore
ti nascondi nel sorriso.
Il vento soffia e sono qui senza te
la vela piega verso il mare…

Il vento forza 3
pericolo nel mare
ma vedo sempre te
che piangi e ridi insieme a me.
Vedo davanti a me
soltanto la tua storia
che sempre più incalzante
mi torna nella mente.
Sola con la vela
ora piango
ti risento
piangi con il cuore
ti nascondi nel sorriso.
Il vento soffia e sono qui senza te
la vela piega versa il mare…
Il vento soffia e sono qui senza te
la vela piega verso il mare…

Il video che segue, una registrazione amatoriale fatta a Varese il 4 marzo, contiene l’esecuzione live di PazienzaSola con la vela.


Nuvole pensierose

20 febbraio 2008

A volte osservo le nuvole al tramonto,
e i miei pensieri prendono la forma delle nuvole,
la loro consistenza… si alleggeriscono e volano lievi nel cielo.
Nuvole cariche di pioggia
d’improvviso si tingono di porpora e oro
e risplendendo riflettono l’ultimo sguardo del sole.
Mi risuonano in mente le parole di una canzone,
e anch’esse diventano nuvole che ondeggiano
fino a sfiorare il cielo…

“Che strani giorni amore,
si muovono le nuvole
onde a toccare il cielo
davanti a noi…
dammi le tue mani”

“Che strani giorni amore,
si cercano le nuvole
onde a bucare il cielo
davanti a noi…
prendimi le mani”

“Che strani giorni amore,
si cercano le nuvole
e darsi tutto e farsi male
e andare a fondo,
a fondo per cercare”

“Che strani giorni amore,
leggeri tra le nuvole
e resta addosso il male e il bene
nascondo tutto
tutto nelle vene”

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Notti senza cuore (da ‘Perle’) – Gianna Nannini

21 dicembre 2007

Questa canzone, tratta dall’album ‘Cuore’ del 1998, mi piace molto nella rivisitazione al pianoforte proposta nell’album Perle

Non è così che passa in fretta questa dolce malattia,
mi butterei da quella stella spenta di malinconia
in questa urgenza di vivere e furia di sentire so di esistere.

Notti senza cuore da non aver pietà a parlare agli angeli qualcuno sentirà.
Notti senza nome da far tremare il cielo dove c’è una via di uscita
che trascina via di qui…

E’ stata una battaglia persa, niente che mi tira su
nemmeno un’ora di violenza che consoli alla tv.
Gli occhi sopra le nuvole aspettando la luce di un’alba atomica.

Notti senza cuore da non aver pietà a parlare agli angeli lassù qualcuno sentirà.
Notti senza nome da far tremare il cielo dove c’è una via di uscita
che trascina via di qui in un volo bellissimo in un mare bellissimo
e mi sembra bellissimo, in un mare bellissimo.

Notti senza cuore dentro nei portoni notti da coprire il cielo coi cartoni.
Notti senza cuore dentro nei portoni notti da coprire il cielo coi cartoni.
Mi sembra bellissimo mi sembra bellissimo
in un mare bellissimo mi sembra bellissimo…


Tropico del cuore – Kaballà

15 dicembre 2007

Questa canzone di Kaballà è tratta dall’album “Lettere dal fondo del mare”.

La voglio dedicare a te come prima parte del mio regalo…
… la seconda per problemi contingenti deve ancora arrivare 😉

Ti ho cercata nelle notti alle porte di Orione
nei mattini che sanno di fumo e carbone,
ho seguito le tue tracce sulle vie di Damasco
sono sceso nei gironi dell’Inferno dantesco,
ti ho invocata in cattedrali alte come montagne
in bestemmie preghiere incomprensibili lingue,
fra Scilla e Cariddi eri bianca sirena
capovolto riflesso di fata morgana.

Ai cancelli dell’Amore
so che prima o poi arriverai

Ti ho cercata nelle crepe del muro del pianto
nel profumo dei fiori più rari del mondo,
nella curva di luna ho toccato il tuo fianco
catturai i tuoi sospiri nella rete del vento.

Ai cancelli dell’Amore
so che prima o poi arriverai.

Io ti aspetterò.
Sto volando al tropico del cuore
insieme a te…

Ti ho cercata nel colore di tutti i colori
nelle tele di Renoir eri già uscita fuori,
fra tesori sommersi dentro anfore greche
labirinti di luna e rovine più antiche.
Un giorno d’aprile nei giardini d’alhambra
provai ad afferrarti ma strappai la tua ombra.
Garcia Lorca passò alle cinque di sera
ricompose i tuoi pezzi e ne fece preghiera.

Ai cancelli dell’Amore
so che prima o poi arriverai.

Ti ho cercata consumando ogni mio cannocchiale
ho bruciato i miei occhi nell’incendio del sole,
l’anello di Saturno voglio andare a staccare
per portartelo in dono come fede nuziale.

Ai cancelli dell’Amore
so che prima o poi tu busserai. Io ti aspetterò.

Sto volando al tropico del cuore
insieme a te…