Le porte del cuore

25 marzo 2010

Rinserro le porte del cuore
a doppia mandata di chiave.
Nessuno bussi, nessuno chieda
le ragioni. Non è più tempo
di capire giustificare accogliere.
Mi dolgo solo per il troppo amore
immeritato forse
incondizionatamente dato.


In punta di piedi

21 febbraio 2010

Provo una strana sensazione a ritornare in questo spazio dopo mesi e mesi. Mi muovo in punta di piedi, sentendomi a disagio ma nel contempo a casa. La luce è spenta e urto con gli oggetti. Ho perso familiarità con l’ambiente circostante. Certo si sarà accumulata tanta polvere e bisognerebbe riordinare gli scaffali, tra i ricordi che si affollano e il presente che incalza e vuole diventare parola. Parola scritta, incisa sulla roccia, imperitura memoria.

Arido il momento, i doveri incombono, gli alunni pressano, lo studio urge, la casa reclama. E io corro corro corro. E sono sempre indietro. E non riesco a fare quello che vorrei. E mi sento in colpa per il poco tempo che riesco a dedicare ai genitori, ai parenti, agli amici.  E mi vado chiudendo sempre più in me stessa. E spazio per princi più non c’è. Il mare è ormai lontano. Dalla finestra si vedono non gli uccelli volare ma  tanti  troppi sacchetti colorati che non mettono allegria e non aspirano al cielo.

Rileggo quanto scritto, trasmette tristezza, ma io non sono triste oggi. Di certo malinconica, ma è la mia natura e sto imparando a convivere con i miei sbalzi di umore. La mia vita è cambiata radicalmente. E sono contenta.

Rileggo quanto scritto, particolarmente franta la scrittura. Frasette giustapposte che seguono un flusso di pensieri inesistente. Ma devo scrivere oggi. Devo articolare le fredde dita sulla tastiera. Almeno le riscaldo, oggi.


Permesso?

8 maggio 2009

Chissà quale tempesta mi ha condotto fin qui questa mattina! Sono entrata in punta di piedi senza bussare, ho trovato tutto in ordine: gli amici al loro posto in attesa di un mio cenno per poter entrare, i fiori alla finestra, lo sguardo sornione di un gatto che si crogiolava al sole, il mare da lontano che occhieggiava.

Mi hai fatto sentire a mio agio con la tua consueta accoglienza. Io, timorosa di essere fuori luogo, mi muovevo come un’estranea che lentamente si ritrova. E ho rivisto scorci di vita, mari in tempesta, tramonti primaverili, nuvole che danzano al calar del sole. E ho riletto pensieri e parole di un tempo che fu, di un tempo interiore che è.


Alba

15 dicembre 2008

alba

Per tutta la vita…


a Babbo Natale

12 dicembre 2008

babbo-natale

Caro Babbo Natale,
non ti ho mai scritto una lettera e non ricordo di aver creduto alla tua esistenza, ma in questo momento ho bisogno di un interlocutore canuto e saggio a cui rivolgermi e mi sei venuto in mente tu. Siamo a Natale, no?

Ci sono stati periodi in cui la mia vita è andata al rallentatore: i giorni si susseguivano uguali uno rispetto all’altro, nulla di particolare li caratterizzava, una specie di monotonia avvolgeva la mia quotidianità. E tutto era piatto, tutto scorreva uguale…
Non vorrei più rivivere questi periodi.

In altri, al contrario, gli eventi si sono succeduti in maniera impetuosa e ne sono stata davvero travolta. Periodi senza fiato, pensieri che si affollano nella mente, un accelerare del ritmo e della corsa. E un periodo simile sto vivendo, con una nuova gioia nel cuore e un progetto di vita da costruire giorno dopo giorno.

Vorrei conservare questo entusiasmo e questa serenità per tutta la vita. Questo il regalo che ti chiedo. Io ci metterò tutto il mio impegno e prometto di sforzarmi a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, ma tu favorisci i miei buoni propositi. Se poi mi facessi trovare anche un lavoro non precario, sarei a cavallo o meglio sulla renna.
Sono troppo pretenziosa?

Saluti.
princi


Nove mesi

5 dicembre 2008

Nove mesi
il tempo di un bimbo.
Nove mesi
la nostra attesa.
E poi una vita, la nostra,
da trascorrere insieme.


Pensieri natalizi

12 novembre 2008

Ebbene sì. Mi arrendo e depongo le armi. Ho ceduto anche io all’atmosfera del Natale, anzitempo.
Con i ragazzi del laboratorio teatrale sto allestendo una recita natalizia. Mi aggiro per le vetrine a cercare, anche solo con gli occhi, addobbi. E soprattutto sto preparando il mio cuore per permettere a Gesù di nascere ancora una volta, in un mondo per certi versi ostile.

Il mio cuore è piccolo per un sì grande evento.
Devo fare spazio e ordine, adornarlo e abbellirlo, predispormi con attesa fiduciosa.
Lui nascerà, ancora una volta. Lui è pronto a farlo.
Ogni anno. Ogni mese. Ogni giorno.
Ma io sono pronta ad accoglierlo? Ancora no.
Lui si è donato e si dona per amore. Io devo solo e semplicemente aprire la porta del cuore – mi dico.

Queste le mie riflessioni, se così si possono definire, quando il corpo ormai stanco cedeva al riposo della notte, ma la mente ancora vigile si aggrovigliava in pensieri ‘natalizi’.

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