Alba

15 dicembre 2008

alba

Per tutta la vita…

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In volo

3 aprile 2008

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 Il gabbiano nell’ultimo post è divenuto sinonimo di mare (Elis), dei limiti umani (Salvatore), di libertà (Noemi), del volo in senso proprio e metaforico (Miky e Noemi).
Ieri sera ho ripreso tra le mani Il gabbiano Jonathan Livingston, celebre romanzo breve di Richard Bach. Mi ha colpito questo passaggio, a tal punto che l’ho inserito nella barra laterale, insieme con uno dei ‘miei’ gabbiani:

“Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi.
Gli occhi vedono solo ciò che è limitato.
Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conoci già,
allora imparerai come si vola.”

Impariamo a vedere la realtà con gli occhi della mente e del cuore, e voliamo…
Voliamo sulla miseria umana, sulla mediocrità, sull’ipocrisia, sulle contraddizioni della nostra società…
Libriamoci in volo, gustiamoci il cielo, perdiamoci in esso, sfioriamo la terra, guardiamola in volo.


Gabbiano

31 marzo 2008

Un volo limpido nell’azzurro cielo
così mi appari
danzatore seducente
nel tuo candore.

Lieve e flessuoso ti libri in aria
libero dalla costrizione
che evoca il tuo nome.

10/03/97

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Pennellate di bianco

12 marzo 2008

Pochi minuti fa il mio sguardo è stato distratto da questo cielo,
da queste nuvole che sembrano pennellate di bianco su una tela azzurra,
da un tramonto cristallino e nitido, chiaro preludio di primavera.
Quindi mi sono armata di macchinetta e sono salita in terrazza.
L’aria era frizzantina, il mare spumeggiava all’orizzonte,
i colori del cielo danzavano insieme con le nuvole…

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Nuvole pensierose

20 febbraio 2008

A volte osservo le nuvole al tramonto,
e i miei pensieri prendono la forma delle nuvole,
la loro consistenza… si alleggeriscono e volano lievi nel cielo.
Nuvole cariche di pioggia
d’improvviso si tingono di porpora e oro
e risplendendo riflettono l’ultimo sguardo del sole.
Mi risuonano in mente le parole di una canzone,
e anch’esse diventano nuvole che ondeggiano
fino a sfiorare il cielo…

“Che strani giorni amore,
si muovono le nuvole
onde a toccare il cielo
davanti a noi…
dammi le tue mani”

“Che strani giorni amore,
si cercano le nuvole
onde a bucare il cielo
davanti a noi…
prendimi le mani”

“Che strani giorni amore,
si cercano le nuvole
e darsi tutto e farsi male
e andare a fondo,
a fondo per cercare”

“Che strani giorni amore,
leggeri tra le nuvole
e resta addosso il male e il bene
nascondo tutto
tutto nelle vene”

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Nuvole d’autunno

5 dicembre 2007

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Libertà

25 novembre 2007

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